Scrittura terapeutica e terapia narrativa

Cosa significa scrivere? Significa mettersi in relazione con sè stessi e con gli altri; allenare le capacità di raccontarsi, scoprendo la propria unicità e bellezza.

Di conseguenza la capacità di ascolto risulta tanto importante quanto quella di raccontarsi.

 

La terapia narrativa è definita anche terapia della parola e si basa sul principio che la narrazione di sè, è il punto di partenza di ogni percorso terapeutico. Attraverso la narrazione l’esperienza vissuta acquista forma e significato per giungere ad una visione d’insieme  alla quale contribuiscono sia chi narra che chi ascolta.

La psicoterapia di gruppo, basata sulla scrittura terapeutica: incontrarsi, raccontarsi; potersi ascoltare reciprocamente rappresenta un nuovo modo di relazionarsi con la propria esperienza di vita e di sofferenza. In questo percorso le persone si concedono il tempo per riflettere sull’esperienza vissuta e confrontarsi con gli altri, attraverso la narrazione, in un setting sicuro, basato su regole di rispetto ed ascolto reciproco. Questa esperienza permette di ampliare la consapevolezza e di sè e di sviluppare un atteggiamento compassionevole e di accettazione rispetto alle possibili reazioni al dolore ed alla sofferenza.

Perchè il gruppo:

  • il senso della base sicura da cui partire ed a cui appoggiarsi nell’incertezza
  • La nascita di un nuovo soggetto: la magia della condivisione attraverso i meccanismi del rispecchiamento e accoglienza dell’altro con l’intenzione di ascoltare, comprendere, accettare e dare importanza all’esperienza di ognuno, qualunque essa sia, e il desiderio di arricchirla, con l’unico elemento che consente la nascita e la sopravvivenza della vita: l’amore.

 

Elaborazione del trauma attraverso l’utilizzo di una speciale modalità di raccontare, narrare la propria esperienza, a se stessi prima ed agli altri poi, al fine di consentire l’integrazione ed assimilazione dell’evento doloroso in un continuum che consenta al presente di riannodare i fili della continuità temporale con il passato ed i suoi ricordi ed affetti.

Ciò costituisce un terreno imprescindibile che può consentire di proiettarsi nel futuro, prossimo e lontano, accedendo al senso di speranza e fiducia, compagne fedeli della progettualità e della motivazione a immaginare il domani.

Attraverso la narrazione è possibile stabilire e rinsaldare l’alleanza terapeutica al fine di individuare percorsi di cura più efficaci.

La MEDICINA NARRATIVA, riporta il paziente al centro del processo di cura, dalla diagnosi al percorso di terapia, per favorire la motivazione dell’aderenza al trattamento evitando il drop out.

Il mezzo principale su cui si fonda è “l’ascolto del paziente”: ascoltare la sua storia per costruire un ponte tra mondi distanti, con l’obiettivo di costruire una storia comune.

Ascoltare ed integrare la sua storia con la narrazione dello specialista.

Ciò vuol dire che si co-costruisce una narrazione, intrecciando dati scientifici, adattandoli all’esistenza della persona e dei suoi familiari.

Karen Baikie afferma che “la scrittura permette di affrontare emozioni inibite in precedenza, metabolizzare e riorganizzare eventi e ricordi traumatici, generando schemi interni più adattabili ed accettabili (Baikie, 2005: 338-346)

Stemberg afferma che” scrivere su un evento stressante consente di interrompere il flusso di pensieri negativi che abbassano le difese immunitarie” (Stemberg, 2000: 201-202).

 

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